Mariantonietta Furru

recensione4

Visitare la mostra di Roberto Serri è come fare un viaggio nei tortuosi e inquietanti stati d’animo del nostro essere. Facce ed espressioni scaturiscono, prendendo forma e vita, dall’incontro casuale e caotico del ferro e del cemento plasmati dalle sue abili mani. L’elemento innovativo è per l’appunto l’utilizzo dei materiali di scarto edilizi che nobilmente si prestano e si piegano alla necessità dell’artista dove prendono forma volti che esprimono la loro spiritualità. Da una fase iniziale timida e monocromatica si arriva a plasmare una tecnica mista dove spesso, i colori, prendono il sopravvento sulla materia mettendo in evidenza e talvolta esasperando aspetti unici e peculiari della creazione. Da questa sensazione, calda ma inquietante, come primo impatto viene da pensare di trovarci davanti ad opere lignee, ma poi ci si prospetta un giocoso valzer di colori con espressioni ghignanti che esprimono la vitalità del silenzio nella speranza che si trasformino in rassicuranti sorrisi.

Mariantonietta Furru




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